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domenica 15 dicembre 2024

   Elon Musk e Nyarlathotep
 Visioni, Ambizioni e Manipolazioni (parte 3)




In ogni modo l'idea che Musk possa rappresentare un “avatar” moderno di Nyarlathotep non è altro che una provocazione simbolica, ma illustra l'effetto trasformativo del suo lavoro e le sue somiglianze con la figura del “dio con mille volti”. Nyarlathotep, infatti, incarna il ponte tra umano e sovrumano, l’incarnazione del caos travestito da ordine.
Il fascino di Musk risiede nella sua capacità di evocare speranza e timore allo stesso tempo. Come Nyarlathotep, opera ai margini della comprensione umana, trasformando il mondo attraverso strumenti di portata quasi mitica. Che si tratti di una coincidenza o di un’interpretazione simbolica, la connessione tra Musk e Nyarlathotep esiste davvero.

In fondo Lovecraft descrive Nyarlathotep come una delle figure più affascinanti e spaventose dei Miti di Cthulhu, è una divinità? Una semi divinità, sicuramente un messaggero che a differenza della maggior parte degli dèi del suo pantheon, Nyarlathotep non è una creatura distante e incomprensibile, ma interagisce attivamente con l'umanità. Viene descritto come una figura oscura e mutaforma, capace di assumere innumerevoli aspetti. 
In “The Crawling Chaos” (Il Caos Strisciante): Nyarlathotep è definito così per la sua natura inquietante e subdola. Non è un dio che distrugge indiscriminatamente, ma piuttosto manipola e semina caos tra gli esseri umani




Aspetto fisico variabile: Nyarlathotep può assumere diverse forme. Una delle sue manifestazioni più iconiche è quella del “Faraone Nero”, una figura simile a un faraone egizio, che incarna mistero, potere e un'energia quasi ipnotica. In altre storie, appare come una figura alta e oscura, con un'aura di potenza soprannaturale.
Carisma e manipolazione: Nyarlathotep si distingue per il suo modo di attirare e manipolare gli esseri umani. Lovecraft lo descrive come capace di radunare folle attraverso “miracoli” e tecnologie avanzate, spingendo i suoi seguaci verso la follia. In “Nyarlathotep” (1920), viene presentato come un profeta che viaggia per il mondo mostrando macchinari straordinari e inspiegabili, lasciando dietro di sé sensazioni di terrore e disperazione.

Nyarlathotep agisce come emissario degli dèi esterni, in particolare Azathoth. A differenza di altre entità lovecraftiane, non è limitato nella sua interazione con il mondo, e ciò fa di lui uno strumento di caos e distruzione psicologica.
Possiamo quindi affermare che Nyarlathotep rappresenta il caos intelligente e subdolo, un elemento destabilizzante che sfrutta la razionalità umana per portarla alla follia. Alcuni studiosi hanno interpretato il personaggio come una critica alle tecnologie e ai progressi scientifici del tempo di Lovecraft, che potevano essere percepiti come potenzialmente distruttivi se mal utilizzati.

LA QUESTIONE FARAONE NERO
Elon Musk ha suscitato curiosità e interesse con alcune dichiarazioni legate all'Antico Egitto che potrebbero richiamare un simbolismo affine a quello del “Faraone Nero” associato a Nyarlathotep nell'universo inventato di Lovecraft. In particolare, Musk ha attirato l'attenzione con un tweet in cui affermava ironicamente che “gli alieni hanno costruito le piramidi” e successivamente accennava a Ramses II come a un possibile “alieno”. Queste affermazioni hanno suscitato reazioni significative, incluso un invito ufficiale da parte di autorità egiziane a visitare i siti archeologici e scoprire i veri artefici delle piramidi.
Fatto sta che le connessioni simboliche tra Musk e l'Antico Egitto possono essere viste nel contesto del suo interesse per la tecnologia avanzata e la sfida alle credenze tradizionali, temi che spesso emergono anche nelle rappresentazioni di Nyarlathotep, un'entità che si manifesta come mediatore tra l'inconoscibile e l'umanità. Inoltre, Musk, come imprenditore visionario, è spesso percepito come una figura che porta avanti una narrativa quasi mitica, rompendo con le convenzioni della scienza e della cultura, simile al fascino misterioso e alla capacità di Nyarlathotep di influenzare le masse.
Il riferimento specifico al “Faraone Nero” e all'Egitto potrebbe riflettersi anche nell'idea che Musk sembri cercare di rivitalizzare un'eredità tecnologica perduta o sconosciuta, proprio come il “Faraone Nero” potrebbe simboleggiare la connessione tra potere divino e conoscenza proibita. Anche se non ci sono prove dirette che Musk si sia paragonato a un faraone, il fascino per l'antichità e l'ignoto si allinea bene con la sua personalità pubblica e le sue dichiarazioni provocatorie.
Questi elementi, se combinati con le interpretazioni speculative, possono alimentare il parallelo tra Musk e Nyarlathotep, considerando che Lovecraft descriveva quest’ultimo proprio con il termine “il Faraone Nero”. chi è il Faraone Nero se non qualcuno che incarna, almeno in parte, il ruolo dell'intermediario enigmatico e carismatico che sfida il pensiero convenzionale e spinge l'umanità verso un futuro incerto. 



LA LETTERA A KLEINER
H. P. Lovecraft, in una lettera del 1921 al suo amico Reinhardt Kleiner, racconta un sogno che lo ha ispirato a scrivere il racconto “Nyarlathotep”. In questa lettera, Lovecraft descrive il sogno come uno dei più realistici e spaventosi che avesse mai avuto. In esso, Nyarlathotep appare come una figura carismatica e inquietante che utilizza strumenti scientifici e dimostrazioni straordinarie per affascinare e manipolare le masse.
Secondo alcune interpretazioni, la figura di Nyarlathotep potrebbe essere stata ispirata da Nikola Tesla, celebre inventore e scienziato a quell’epoca. Tesla era noto per le sue dimostrazioni pubbliche di tecnologie incredibili, come esperimenti elettrici che sembravano quasi magici. Questo parallelismo tra Tesla e Nyarlathotep è stato avanzato da studiosi e appassionati, come Will Murray, che ritiene che Lovecraft possa aver associato Tesla con il personaggio per la combinazione di scienza, mistero e il suo impatto quasi mistico sul pubblico dell’epoca.
Ah! Che coincidenza: oggi Elon Musk è proprietario di Tesla ed è identificato con le auto elettriche Tesla! Combinazione! 
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mercoledì 11 dicembre 2024

  Elon Musk e Nyarlathotep
 Visioni, Ambizioni e Manipolazioni (parte 2)


Elon Musk, Starlink e "Quando le stelle saranno giuste"






Il nome di Elon Musk si è fatto strada come emblema di una nuova era tecnologica, simbolo di progresso scientifico e delle ambizioni di rendere l'umanità una specie interplanetaria. Tra i suoi numerosi progetti, Starlink, la rete globale di satelliti che promette di fornire internet a livello mondiale, rappresenta una delle sue iniziative più ambiziose e potenti. Ma, ipoteticamente parlando, l'evoluzione di Starlink potrebbe avere implicazioni che vanno oltre la semplice connettività: potrebbe essere visto come un punto di svolta nell'incontro tra la tecnologia moderna e le forze cosmiche, come quelle descritte da H.P. Lovecraft nelle sue opere, in particolare nel celebre racconto “The Call of Cthulhu”.
Uno degli elementi più affascinanti delle storie di Lovecraft è la nozione di “quando le stelle saranno giuste”, un concetto che potrebbe avere un parallelismo simbolico con la costruzione di Starlink. Se consideriamo Starlink come una rete che sovraintende a un risveglio globale, con effetti imprevedibili, il futuro della nostra civiltà potrebbe essere intrinsecamente legato a un concetto cosmico quasi predetto nelle opere di Lovecraft.

La Connessione tra "Le Stelle Sono Giuste" e Starlink
Nel racconto “The Call of Cthulhu” di H. P. Lovecraft, l'entità cosmica Cthulhu giace sotto il mare, in attesa di risvegliarsi quando le stelle saranno giuste. Questa frase, apparentemente enigmatica, si riferisce alla condizione cosmica in cui l'allineamento delle stelle e dei corpi celesti consente a Cthulhu di risorgere. La visione lovecraftiana suggerisce che l'universo sia governato da leggi misteriose e incomprensibili, e che solo in momenti specifici e predestinati le forze più oscure possano agire sul destino dell'umanità.
In un contesto moderno, la metafora delle “stelle giuste” potrebbe essere interpretata come un allineamento di fattori tecnologici, sociali ed economici che, simili alle stelle nel cosmo, si combinano per scatenare un cambiamento. Qui entra in gioco Starlink, l'ambizioso progetto di Musk di lanciare decine di migliaia di satelliti in orbita, creando una rete globale di comunicazioni che promette di trasformare la nostra percezione della connessione e dell'accesso alla conoscenza. Tutti abbiamo visto in cielo il suo treno di stelle o la sua costellazione in movimento che solca la notte, ci sono appuntamenti fissi ed orari per avvistarla pubblicati sui quotidiani di tutto il mondo, rilanciati da ogni media.
Il collegamento tra Starlink e “quando le stelle saranno giuste” risiede nel concetto che Starlink potrebbe segnare un momento in cui il progresso tecnologico e il controllo delle informazioni globali raggiungono una soglia critica, che modifica irreversibilmente il destino dell'umanità. Proprio come l’allineamento delle stelle determina il risveglio di Cthulhu, la creazione di una rete globale di satelliti e la potenza che deriva da questa infrastruttura potrebbero rappresentare un punto di non ritorno, un momento in cui le forze della tecnologia – per il bene o per il male – risvegliano un nuovo ordine.

Starlink come “Risveglio Cosmico” e Manipolazione delle Masse
Musk ha spesso parlato delle sue iniziative come un mezzo per “salvare l'umanità” certo è che Starlink è, di fatto, un'azione di controllo globale, poiché una volta completata la rete, il sistema permetterà a Musk di gestire e manipolare l'accesso alle informazioni per miliardi di persone. Con il controllo sulla connettività globale, Starlink ha il potenziale per influenzare politiche, economie e società in modo simile a come Nyarlathotep, l’entità lovecraftiana, manipola le percezioni umane, portando gli individui verso un destino che non possono comprendere o controllare.
La potenza di Starlink, che si espande con l'integrazione di nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale, la gestione dei dati e la geopolitica digitale, potrebbe paradossalmente avere un effetto risvegliante, ma non nel senso di un miglioramento universale. Proprio come Cthulhu, una volta risvegliato, porta caos e follia, l'emergere di una rete globale e il potenziale per il controllo delle informazioni potrebbero innescare un'era di manipolazione senza precedenti, dove le masse sono costantemente sorvegliate e influenzate da una forza superiore. In questo senso, il “risveglio” di Cthulhu potrebbe essere metaforico, riferendosi alla sovranità della rete di Starlink che trasforma la percezione del mondo, spingendo l’umanità verso un nuovo ordine globale.

Curiose Tempistiche: Starlink e il 2030
H. P. Lovecraft cento anni fa descriveva un risveglio che avverrà solo quando le stelle saranno giuste, Starlink oggi avvicina una tempistica simile. Attualmente, Starlink è ancora in fase di espansione per l’Anno Santo il 2025, in orbita saranno stati lanciati 12.000 satelliti. La rete completa di Starlink, che comprende potenzialmente 42.000 satelliti, sarà operativa probabilmente entro il 2030. Quando questo accadrà, la copertura globale di internet sarà praticamente completa, e il controllo sulle comunicazioni e sui dati raggiungerà una nuova dimensione.
Similmente all'allineamento cosmico che Lovecraft prevede per il risveglio di Cthulhu, la realizzazione di Starlink rappresenta l’allineamento delle tecnologie di connettività che, una volta completate, potrebbero determinare un cambiamento radicale nel nostro modo di vivere. La rete di satelliti non solo renderà l'accesso a Internet universale, ma avrà anche il potere di modellare il modo in cui interagiamo con la realtà, come nel caso di un potere centralizzato che manipola informazioni e comunicazioni globali. È possibile, quindi, che il 2030 segni un anno cruciale, proprio come le “stelle giuste” che segneranno il risveglio di Cthulhu.



Elon Musk e la Visione di un Nuovo Ordine: Un Parallelo con Nyarlathotep
Ecco perché Musk, che spesso è visto come un visionario capace di intraprendere progetti ambiziosi che sfidano i limiti della scienza e della tecnologia, può ricordare le caratteristiche di Nyarlathotep, un’entità che possiede una incredibile capacità di manipolare la realtà. Nyarlathotep è noto per apparire come un “messaggero” o un intermediario tra gli esseri umani e le forze cosmiche, ma anche per manipolare eventi e persone a suo favore.
Elon Musk, pur non essendo maligno come Nyarlathotep, agisce come una sorta di “messaggero” delle potenzialità umane, mostrando un futuro dove l'uomo si espande nel cosmo e conquista nuove frontiere. Tuttavia, proprio come Nyarlathotep gioca con la percezione e la realtà, Musk, attraverso progetti come Neuralink e Starlink, potrebbe alterare il corso dell’evoluzione umana, portando l’uomo in una nuova dimensione, forse non completamente comprensibile o controllabile dalle masse.

Il Risveglio dell'Umanità sotto il Cielo di Starlink
In conclusione, la visione di Lovecraft e la tecnologia moderna si intrecciano in un gioco di simbolismi e speculazioni. Starlink, il progetto di Elon Musk, non è solo una rete di satelliti, ma una forza con il potenziale di alterare la percezione globale della realtà, portando l’umanità a un punto di svolta. Come nel mito lovecraftiano, l’umanità potrebbe trovarsi di fronte a una nuova dimensione di potere e conoscenza quando le "stelle" della tecnologia saranno giuste – o, più precisamente, quando Starlink sarà completamente operativo. Se, come nel mito di Cthulhu, il risveglio porta con sé caos, follia e trasformazione, anche il nostro futuro potrebbe essere segnato da cambiamenti imprevedibili, destinati a definire il corso dell'umanità nei decenni a venire.

Elon Musk, il visionario imprenditore che sta trasformando il nostro mondo con tecnologie futuristiche come SpaceX, Tesla e il progetto Starlink, è spesso visto come una figura enigmatica e polarizzante. Esaminando questa figura in chiave lovecraftiana, emergono sorprendenti paralleli tra Musk e Nyarlathotep, una delle più complesse entità del pantheon creato da H. P. Lovecraft. Nyarlathotep, conosciuto come il “Caos Strisciante”, è unico tra gli dèi dei Miti di Cthulhu per il suo coinvolgimento attivo con l'umanità, la capacità di manipolazione e l’uso di tecnologia e “miracoli” per attrarre seguaci.
Nyarlathotep è spesso descritto come un’entità che assume forme umane per diffondere caos e follia attraverso dispositivi enigmatici e presentazioni quasi scientifiche. Lovecraft potrebbe essersi ispirato a figure come Nikola Tesla, noto per le sue dimostrazioni pubbliche di invenzioni straordinarie. Oppure, permettetemi di giocare, aver previsto l’arrivo di Elon Musk. Musk affascina il pubblico con dimostrazioni di tecnologie rivoluzionarie come i razzi riutilizzabili di SpaceX o le potenzialità di Neuralink. 
Musk ha espresso obiettivi apparentemente “cosmici”, come la colonizzazione di Marte o la creazione di una rete globale con Starlink. Questi progetti non solo ridefiniscono il nostro presente ma configurano un nuovo ordine globale. Allo stesso modo, Nyarlathotep non agisce con cieca distruzione, ma attraverso piani che sfruttano l’ingegno umano per i propri scopi, sovvertendo la realtà e ridisegnandola per scopi che sfuggono alla comprensione umana

domenica 8 dicembre 2024

 Elon Musk e Nyarlathotep
 Visioni, Ambizioni e Manipolazioni (parte prima)


Introduzione

Il mondo moderno è intriso di simbolismi, miti e leggende che alimentano le menti più fantasiose e curiose. Tra le figure più controverse e affascinanti della nostra era, Elon Musk emerge come un uomo che ha rivoluzionato l’industria tecnologica e spaziale, spingendo l’umanità verso un futuro incerto e audace. Seppur il suo intento sia quello di migliorare la vita sulla Terra e nel cosmo, alcune delle sue visioni e azioni evocano l’immagine di Nyarlathotep, uno degli esseri più enigmatici e misteriosi creati dalla mente di H. P. Lovecraft.

Sì a prima vista sembra una follia ma forse non lo è. 

Nyarlathotep è una figura che trascende le categorie di bene e male, i lettori di Lovecraft ben la conoscono, è un'entità aliena dalle molteplici forme, capace di interagire con gli esseri umani in modi che spesso sconvolgono e corrompono la loro percezione della realtà. La sua natura ambigua, la sua influenza dirompente e il suo legame con la manipolazione delle menti e delle percezioni umane si riflettono, in modo simbolico e metaforico chiaramente, in alcune delle scelte e delle iniziative di Elon Musk. Proviamo quindi a individuare i punti di contatto tra Elon Musk e Nyarlathotep, tracciando analogie tra il loro comportamento, le loro ambizioni e le modalità in cui entrambi influenzano il corso della storia. È un gioco divertente e direi innocuo.



La Natura Ambigua e Multiforme di Nyarlathotep e Musk

Nyarlathotep è conosciuto per la sua capacità di cambiare forma e di manifestarsi sotto molteplici vesti, rendendo difficile comprenderne la vera natura. Da una parte, è un'entità cosmica che osserva il mondo, ma dall'altra si presenta sotto le sembianze di esseri umani o creature più familiari, manipolando eventi e persone senza essere mai completamente visibile o compreso. Questa natura molteplice lo rende un simbolo del cambiamento, del caos e della trasformazione.

Elon Musk, similmente, è una figura che ha assunto molteplici ruoli nel corso della sua carriera. Fondatore di Tesla, SpaceX e Neuralink, Musk ha incarnato ruoli diversi nel panorama tecnologico, spaziale e scientifico. Proprio come Nyarlathotep, Musk si reinventa costantemente, prendendo decisioni che sembrano sfidare le convenzioni sociali ed economiche, proponendo visioni radicali per il futuro. Da un lato è l'innovativo imprenditore che guida le auto elettriche e i viaggi spaziali; dall'altro è il leader controverso che lancia provocazioni su X, promuove criptovalute e rilascia dichiarazioni che scuotono i mercati.


In modo simile a Nyarlathotep, la sua molteplicità di identità permette a Musk di essere un personaggio che sfugge alle etichette tradizionali. Questo aspetto ha portato i suoi sostenitori a vederlo come un genio visionario, mentre i critici lo considerano un manipolatore delle masse, capace di controllare l'opinione pubblica attraverso l'influenza dei media e delle piattaforme digitali.


La Manipolazione delle Masse

Nyarlathotep è famoso per la sua capacità di manipolare la mente umana. In molti racconti, agisce come una figura che sussurra nelle orecchie degli esseri umani, insinuando pensieri distorti, svelando verità che non dovrebbero essere conosciute o semplicemente incitando alla follia. La sua influenza è subdola, ma potente. In “The Haunter of the Dark”, Lovecraft descrive Nyarlathotep come una forza in grado di influenzare le percezioni e portare le persone alla distruzione mentale.

Elon Musk, pur agendo in un contesto completamente diverso, esercita una forte influenza sulle masse. Attraverso i suoi tweet, le sue dichiarazioni e le sue iniziative aziendali, Musk riesce a plasmare opinioni, determinare tendenze e manipolare mercati finanziari. Un esempio emblematico è il caso di Dogecoin, una criptovaluta che Musk ha contribuito a rendere popolare, semplicemente tramite alcuni tweet provocatori. Questo tipo di manipolazione delle percezioni pubbliche, seppur non con intenti maligni come quelli di Nyarlathotep, è un parallelo interessante: Musk è in grado di influenzare in modo significativo l’opinione pubblica e il comportamento dei mercati globali con un singolo messaggio.



Il Transumanesimo e la Manipolazione della Realtà

Un altro punto in cui la figura di Nyarlathotep si intreccia con quella di Musk è l’idea della manipolazione della realtà e dell’evoluzione umana. Nyarlathotep è noto per svelare “verità” che sconvolgono e corrompono la realtà degli esseri umani. Questo potrebbe essere interpretato come un simbolo di potere assoluto sulla natura stessa della vita umana, portando il cambiamento in modo incontrollabile.

Musk, attraverso progetti come Neuralink, mira a una rivoluzione transumanista. Neuralink è una start-up che sviluppa impianti cerebrali per trattare malattie neurologiche, ma ha anche ambizioni di consentire agli esseri umani di unirsi all’intelligenza artificiale e potenziare le capacità cognitive. L'idea di modificare il cervello umano per potenziare le sue capacità è una forma di manipolazione della biologia umana, molto simile alla distorsione della percezione che Nyarlathotep esercita nei suoi racconti.


Inoltre, proprio come Nyarlathotep introduce elementi di caos e follia, le innovazioni di Musk possono portare a sfide inaspettate e rischi di lungo periodo. Il controllo delle menti e del corpo umano tramite tecnologie come Neuralink potrebbe avere conseguenze impreviste, come la creazione di una nuova classe sociale che ha accesso a poteri cognitivi superiori, a dir la verità questo sembra possibile anche tramite l’uso della tecnologia mnra a cui Musk sembra estraneo. In questo senso, le sue visioni transumaniste potrebbero essere viste come una sorta di "manipolazione della realtà", un tema ricorrente nelle storie di Lovecraft.


L’Inquietante Combinazione di Potere e Visione

Un’altra caratteristica di Nyarlathotep è la sua connessione con l’idea del potere assoluto, ma anche con la distruzione. In molte storie, Nyarlathotep gioca con il destino dell’umanità in modo da esprimere sia la potenza della conoscenza che la follia che ne deriva. La sua capacità di esistere in più forme e influenzare in modo subdolo la realtà è un parallelo interessante con la visione che Elon Musk ha di sé stesso e del suo ruolo nel futuro dell’umanità.

Musk si vede spesso come un “salvatore” dell’umanità, un uomo capace di risolvere grandi crisi globali come il cambiamento climatico e la minaccia dell’estinzione umana. Le sue iniziative con SpaceX, per esempio, hanno lo scopo di colonizzare Marte, proponendo un piano per salvare la civiltà umana. Tuttavia, questa visione utopica potrebbe portare anche a conseguenze impreviste, proprio come la ricerca di Nyarlathotep per svelare verità proibite porta alla distruzione di chi le scopre. In questo senso, le azioni di Musk potrebbero essere interpretate come una scommessa con il destino, proprio come Nyarlathotep gioca con la razza umana.


La Solitudine del Visionario

Nyarlathotep, pur avendo una presenza che si manifesta attraverso i suoi seguaci, rimane un'entità solitaria e distante dalle leggi e dalle convenzioni umane. Sebbene interagisca direttamente con gli esseri umani, è al di sopra di loro, nella sua essenza aliena e incomprensibile.

Elon Musk, pur essendo una figura pubblica e un leader di diverse aziende, è anche un uomo profondamente solitario, che spesso esprime una visione del mondo che va oltre i tradizionali confini sociali e politici. Musk non è un politico tradizionale, né un normale CEO: la sua solitudine come pensatore visionario lo rende una figura che non può essere completamente compresa o etichettata dalla società. La sua continua ricerca di nuove frontiere, sia nel campo dell’intelligenza artificiale che nello spazio, lo rende simile, in alcuni aspetti, alla solitudine cosmica di Nyarlathotep.

Una domanda da porci è questa: la manipolazione che Musk esercita sulla realtà umana avrà conseguenze positive o catastrofiche, proprio come l'ambiguità della figura di Nyarlathotep continua a stimolare riflessioni filosofiche sul destino e sulla conoscenza.


venerdì 24 maggio 2019



COSA VEDE DANFORTH ALLA FINE DELLE

 MONTAGNE DELLA FOLLIA?

Uno dei racconti/romanzi più apprezzati di H. P. Lovecraft è “Alle Montagne della Follia” che può essere considerato il precursore di un genere di racconti su storie di spedizioni alle regioni polari. Un romanzo magistrale che fu scritto nel 1931 ma fu pubblicato, soltanto dopo innumerevoli rifiuti, nel 1936 e in forma rimaneggiata. Lovecraft scrisse a E. Hoffmann Price nel 1936 di essere molto deluso e di star pensando di concludere la carriera di scrittore, cosa che purtroppo la vita lo costringerà a fare un anno dopo.





La storia è semplice ed avvincente: alcuni esploratori in missione in Antartide scoprono, ai piedi di una catena montuosa gigantesca (la cui aria induce allucinazioni-da cui il titolo del romanzo), una caverna che contiene mostruose creature anfibie, congelate da milioni di anni, molti delle quali in perfetto stato di conservazione. Lovecraft nel suo racconto chiama questi esseri “Antichi” (Primevi sarebbe meglio per evitare confusioni) che sono cosa molto diversa dai “Grandi Antichi”, visto che sembrano essere vissuti sulla Terra milioni di anni orsono. Quando gli esploratori in missione non si fanno più sentire il narratore ed altri esploratori accorrono per controllare cosa è accaduto e trovano solo cadaveri e nessuna traccia delle strane creature. A questo punto il narratore e il giovane Danforth, prendono un piccolo aereo e sorvolando la zona scoprono, oltre la terribile catena montuosa, un immenso altopiano e i resti di una città ciclopica e aliena, i resti di una delle città degli "Antichi". Atterrano e vi si inoltrano scoprendo statue e bassorilievi che mostrano la storia antichissima di questi esseri con i vari intrecci tra gli "Antichi" che vivono in acqua, con gli "Antichi" che vivono sulla terra ferma, con la progenie di Cthulhu, con i Mi-Go ma anche con gli Shoggoth. Così Danforth e il narratore scoprono il tunnel che conduce all'ultima dimora degli antichi che, per sopravvivere alla glaciazione del continente, si sono rifugiati nelle calde acquose profondità dell'altopiano. Esplorandolo trovano rinvengono i resti congelati di un loro compagno sparito dal campo base e di un loro cane e capiscono che questi “antichi” non erano morti quando furono scoperti dalla missione, ma probabilmente erano ibernati. Il narratore e Danforth proseguono l’esplorazione della galleria e dopo poco incontrano alcuni pinguini giganteschi che, vivendo sottoterra sono albini e ciechi.


 Scendendo ancora trovano i corpi di alcuni "Antichi" recentemente massacrati e senza testa che è stata loro strappata e non tagliata. Infine un ulteriore grido fa scoprire al narratore e Danforth uno Shoggoth. Un’enorme creatura mutaforma e amorfa di plasma nero. Creature, ipotizzano inizialmente create dagli “Antichi”, che li tenevano sotto controllo con l’ipnosi, e che si sono ribellate. Il narratore e Danforth fuggono, voltandosi solo una volta per vedere l'orribile Shoggoth che li tormenterà per sempre. Il romanzo è alle battute finali e durante il volo di ritorno Danforth lancia un grido e impazzisce in quanto vede dall’altro qualcosa di ancora più mostruoso, antico ed ancestrale, sulla seconda catena di montagne ad ovest, qualcosa di cui non parlerà mai. Oltre l'altopiano infatti c’è un'altra catena montuosa, altissima, di cui si scorgono solo vaghi profili violacei.
Gli Antichi temevano ciò che si celava al di là di esse. L'autore riconduce la regione alle terre malvagie e leggendarie di Kadath e Leng, di cui si parla solo in pochi testi antichi (tra cui il Necronomicon).


Il finale, comune a molti romanzi e racconti di Lovecraft, vede i protagonisti salvarsi dall'orrore ma rimanere per sempre tormentati ed angosciati da ciò che hanno visto e dalle scoperte sulla natura dell'universo che non avrebbero mai voluto fare. Il narratore afferma di aver scritto questo resoconto per scoraggiare qualsiasi futuro tentativo di esplorare l'altopiano oltre le montagne della follia, per non risvegliare gli orrori ancestrali che vi dimorano.

La domanda è: cosa ha visto Danforth dall’aereo?
Le parole di Lovecraft quando descrive che Danforth si gira indietro a guardare sono: “verso l'alto nel cielo ribollente, grottescamente annebbiato. Fu allora, proprio mentre stavo cercando di volare in sicurezza attraverso il passo, sentì questo urlo folle...”
Più tardi il narratore spiega cosa ha fatto urlare Danforth.
“Non era, dichiara, nulla collegato ai cubi e alle caverne...; ma un unico, fantastico, barlume demoniaco, sfornato dalle nuvole zenitali, di quello che si stendeva oltre quelle altre montagne viola verso ovest che gli Antichi avevano evitato e temuto.”
Forse quindi Danforth vide barlumi della lontana Kadath? Ma Kadath non era nelle terre dei sogni? Come fa a essere in Antartide? Kadath è il posto sorvegliato dagli ‘Altri Dei’ (“sono grandi, irragionevoli e terribili, e si annidano nei vuoti esterni”) e qui tengono prigioneri gli antichi dei della terra che si sono esiliati nell'immensa montagna (o forse sono stati intrappolati lì dagli ‘Altri Dei’?). Questo aspetto dei Miti di Cthulhu che Lovecraft aveva lasciato vago nel tempo si è evoluto, proprio come è accaduto al Ciclo di Re Artù. 

Ora come detto Lovecraft fa capire che Kadath non è completamente sulla Terra ma che è un’immensa montagna nel deserto ghiacciato-freddo. Come detto è parte di uno spazio extra-dimensionale, chiamato Dreamland nel Ciclo di Randolph Carter, che raramente si interseca e ha punti di contatto con il nostro mondo come la Rue d’Auseil nel racconto “La Musica di Erich Zann”. Sembra anche essere il luogo dove gli ‘Altri Dei’ sono costretti a fermarsi e da cui non possono avvicinarsi di più al nostro mondo ad esclusione del loro messaggero Nyarlathotep. Nel romanzo “Alle Montagne della Follia” a un certo punto il narratore vede che gli Antichi hanno fatto dei murali in cui è raffigurata una gigantesca catena montuosa e fa pensare al lettore che possa essere il luogo in cui giace Kadath. E se è Danforth ha visto Kadath dall’aereo forse ha visto anche qualche manifestazione dell’emissario degli ‘Altri Dei’ che controllano Kadath, il caos strisciante Nyarlathotep?
Ecco alcuni estratti:
“Certo, eravamo in uno dei più strani, più bizzarri e più terribili di tutti gli angoli del globo terrestre. Di tutte le terre esistenti, era infinitamente la più antica. Non c’era dubbio che questa orribile regione montuosa doveva essere il favoloso altopiano da incubo di Leng di cui persino l'autore folle del Necronomicon era riluttante a discutere. La grande catena montuosa era infinitamente lunga [...]
E anche le mostruose esagerazioni della natura sembravano inquietantemente a portata di mano. Ho detto che queste vette sono più alte dell'Himalaya, ma le sculture mi impediscono di dire che sono le più alte della terra. Quel cupo onore è senza dubbio riservato a qualcosa che metà delle sculture esitava a descrivere, mentre altre ne accennavano con evidente ripugnanza e trepidazione. Sembra che ci fosse una parte di una terra antica - la prima parte che è mai emersa dalle acque dopo che la terra si era staccata dalla luna e che gli Antichi erano scesi dalle stelle – che era evitata come vagamente e irrimediabilmente malvagia. [...]
Se la scala dei bassorilievi era corretta, quelle orrende formazioni dovevano essere più alte di 15.000 metri ed erano decisamente più vaste e ampie anche rispetto alle montagne della follia che avevamo attraversato. Si estendevano, a quanto sembrava, da 77 gradi di latitudine e 70 gradi longitudine est a 70 gradi di latitudine e 100 gradi longitudine est—a meno di cinquecento chilometri dalla città morta e, se non fosse stato per l'eterna bruma opalescente, ne avremmo viste le terrificanti cime a occidente. L'estremità settentrionale doveva essere ugualmente visibile dalla lunga linea costiera del Circolo Antartico, nella Terra della Regina Maria.
Una parte degli Antichi, nei giorni del crollo, aveva intonato strane preghiere alle montagne—ma nessuno vi si era avvicinato o aveva osato immaginare che cosa si giacesse al di là di esse. Nessun essere umano le ha mai viste, e considerate le emozioni suscitate dagli antichi bassorilievi ho pregato affinché ciò non succeda mai. Lungo la costa, e al di là delle montagne, ci sono colline a protezione che in qualche modo le proteggono: quelle della Terra della Regina Maria e del Kaiser Guglielmo. Ringrazio il cielo che nessuno è stato in grado di atterrare e scalare quelle colline. Non sono così scettico nei confronti di vecchi racconti e vecchie paure come lo ero una volta, e non rido ora del concetto espresso dai venerabili bassorilievi per cui i fulmini, ogni tanto, si attardavano di proposito sulle creste meditabonde, e un bagliore inesplicabile splendeva da uno dei pinnacoli per tutta la durata della notte polare. Potrebbe esserci un significato molto reale e molto mostruoso nei vecchi sussurri Pnakotici su Kadath e sul Deserto Gelato.”

Cosa ha visto Danforth?
Nyarlathotep? O forse il proprio volto inorridito, imitato-clonato da migliaia di Shoggoth mutaforma che lo sbirciavano da ogni apertura cavernosa delle Montagne della Follia. Cosa potrebbe essere di più terrificante per far impazzire un uomo?
Eppure Lovecraft nel suo racconto “Il Tumulo” scritto tra il dicembre 1929 e il gennaio 1930 (quindi oltre un anno prima di questo romanzo) a un certo punto scrive qualcosa di collegato a “Alle Montagne della Follia” parlando di una razza sotterranea: “Durante le ere glaciali loro eressero alcune rimarchevoli civilizzazioni di superficie, soprattutto quella al Polo Sud vicino alla montagna Kadath.”
Inoltre che cosa altro avrebbe spaventato tanto gli Antichi (che non si avvicinavano alle montagne viola) se non la vista della casa dei Grandi Antichi? La stessa cosa che fece impazzire Danforth dopo un solo sguardo se non Kadath?