Azathoth e il volto impossibile di Dio: come Lovecraft riscrive il concetto di Sublime
Da Dio Padre ad Azathoth: il ribaltamento lovecraftiano del divino
Se la tradizione occidentale ha quasi sempre immaginato Dio con caratteristiche umane, H.P. Lovecraft compie una rivoluzione radicale: elimina il volto di Dio.
Secondo lo studio Finding the Image of God: Searching the Sublime through works of Rene Descartes and H.P. Lovecraft di Sayan Chattopadhyay (2021), l'autore di Providence rappresenta uno dei momenti più significativi nella trasformazione del concetto di Sublime nella letteratura moderna. Al posto di una divinità benevola, riconoscibile e antropomorfa, Lovecraft introduce entità incomprensibili, prive di forma definita e completamente estranee ai valori umani.
L'esempio più emblematico è Azathoth, il cosiddetto "Sultano Demoniaco" posto al centro dell'infinito cosmico. In The Dream-Quest of Unknown Kadath, Lovecraft lo descrive come:
"The boundless daemon sultan Azathoth, whose name no lips dare speak aloud, and who gnaws hungrily in inconceivable, unlighted chambers beyond time and space..." (Lovecraft, Complete Works of H.P. Lovecraft, Delphi Classics, 2012, p. 548).
Per Chattopadhyay, questa figura rappresenta una delle più radicali forme di "de-umanizzazione" del divino mai apparse nella letteratura moderna.
Il Dio umano della tradizione europea
L'autore dello studio parte da una constatazione semplice: nella maggior parte delle tradizioni religiose e letterarie europee, Dio possiede un volto.
Che si tratti di Gesù Cristo, Krishna o Odino, le divinità vengono descritte con sembianze, emozioni e comportamenti umani. Questa tendenza all'antropomorfizzazione raggiunge il suo apice dopo il Rinascimento europeo, quando anche l'arte visuale raffigura sistematicamente il divino sotto forma umana.
Secondo Chattopadhyay, questa umanizzazione produce inevitabilmente una limitazione: un Dio che può essere immaginato diventa un Dio che può essere compreso.
Ed è proprio qui che interviene Lovecraft.
Azathoth e il ritorno dell'incomprensibile
Nel Cosmo lovecraftiano, l'uomo non occupa una posizione privilegiata. Le entità cosmiche non sono interessate all'umanità, né alla morale.
Azathoth non è un padre celeste. Non è nemmeno un giudice.
È una presenza cosmica che esiste al di là dello spazio, del tempo e della comprensione umana.
Chattopadhyay interpreta questa figura come un esempio perfetto di Sublime assoluto: qualcosa di così vasto e alieno da sfuggire a qualsiasi tentativo di rappresentazione.
La differenza rispetto alla tradizione cristiana o classica è sostanziale. Se il Dio tradizionale viene associato alla bontà, alla giustizia e all'ordine, Azathoth è legato al caos, all'indifferenza e all'ignoto.
Lovecraft contro Cartesio
Uno degli aspetti più interessanti dello studio è il confronto tra Lovecraft e René Descartes.
Nel suo celebre argomento ontologico, Descartes sosteneva che Dio dovesse esistere necessariamente in quanto essere perfetto. L'esistenza era considerata una caratteristica intrinseca della perfezione.
Per Chattopadhyay, tuttavia, la letteratura di Lovecraft mette in crisi questo ragionamento.
Se Dio è veramente sublime e oltre ogni comprensione umana, allora nessuna definizione umana può descriverlo adeguatamente.
Azathoth rappresenta esattamente questa impossibilità.
L'entità esiste all'interno della narrazione, ma non può essere veramente compresa né visualizzata. È una presenza che sfugge alle categorie razionali su cui si fonda la filosofia cartesiana.
L'orrore cosmico come teologia negativa
Da questa prospettiva, il Cosmic Horror assume una dimensione quasi teologica.
Lovecraft non nega necessariamente l'esistenza di una realtà superiore. Al contrario, suggerisce che tale realtà sia così distante dall'intelligenza umana da rendere impossibile qualsiasi forma di conoscenza autentica.
L'orrore nasce proprio da questa scoperta.
Non siamo al centro dell'universo.
Non siamo stati creati a immagine di qualcosa di riconoscibile.
E ciò che governa il cosmo potrebbe essere più simile ad Azathoth che al Dio delle religioni tradizionali.
Il vero contributo di Lovecraft
La conclusione proposta da Chattopadhyay è provocatoria: sia il Dio antropomorfo della tradizione europea sia il Dio informe della narrativa moderna sono tentativi umani di spiegare ciò che resta fondamentalmente inspiegabile.
Tuttavia, Lovecraft compie un passo ulteriore.
Invece di offrire una nuova immagine di Dio, ne mostra l'impossibilità.
Azathoth non sostituisce il Dio tradizionale: ne distrugge la rappresentazione.
Ed è proprio in questa assenza di forma, significato e finalità che il Cosmic Horror raggiunge la sua espressione più pura.
Bibliografia essenziale
Chattopadhyay, Sayan. Finding the Image of God: Searching the Sublime through works of Rene Descartes and H.P. Lovecraft. International Journal of English and Comparative Literary Studies, vol. 2, n. 4, 2021.
Lovecraft, Howard Phillips. The Dream-Quest of Unknown Kadath, in Complete Works of H.P. Lovecraft. Delphi Classics, 2012.
Descartes, René. Ontological Argument.
Nietzsche, Friedrich. Thus Spoke Zarathustra.


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