Il Richiamo di Cthulhu
H. P. Lovecraft e Il richiamo di Cthulhu: nascita dell’orrore cosmico
Howard Phillips Lovecraft non è stato solo uno scrittore horror: è stato l’architetto di un nuovo modo di concepire la paura. Con Il richiamo di Cthulhu (1926), una delle sue opere più celebri, Lovecraft ha rivoluzionato la tradizione gotica, sostituendo fantasmi e castelli con divinità cosmiche, civiltà dimenticate e l’idea più terrificante di tutte: l’insignificanza dell’essere umano nell’universo.
Un autore segnato dal destino
Nato nel 1890 a Providence, nel Rhode Island, Lovecraft crebbe in un ambiente colto ma profondamente segnato dalla malattia e dalla perdita. La morte del padre e, anni dopo, quella della madre, unite a una salute fragile e a disturbi psicologici, contribuirono a plasmare una visione del mondo cupa e razionale.
Bambino prodigio, appassionato di mitologia, letteratura araba, astronomia e scienza, Lovecraft iniziò a scrivere giovanissimo. Frequentò ambienti di scrittori amatoriali, pubblicò saggi e racconti, e lentamente diede forma a un universo narrativo coerente e inquietante. Nonostante una vita povera e isolata, negli ultimi anni fu straordinariamente prolifico, creando opere fondamentali come Alle montagne della follia e L’ombra venuta dal tempo. Morì nel 1937, senza sapere che sarebbe diventato uno degli autori più influenti del Novecento.
Uno stile inconfondibile
Lo stile di Lovecraft è immediatamente riconoscibile. Linguaggio ricercato, vocaboli arcaici, aggettivi ossessivi e descrizioni minuziose costruiscono un’atmosfera densa e opprimente. I suoi narratori sono spesso soli, instabili, ossessionati, e raccontano eventi che oscillano costantemente tra realtà e allucinazione.
A differenza del gotico classico, Lovecraft rifiuta demoni e stregoneria: il suo orrore nasce dalla scienza, dal cosmo, dall’ignoto. Al centro dei suoi racconti c’è l’idea che l’uomo non sia il fine dell’universo, ma solo un incidente insignificante in mezzo a forze antiche e indifferenti.
Il richiamo di Cthulhu: una storia frammentata, un terrore assoluto
Il richiamo di Cthulhu è costruito come un mosaico di documenti, testimonianze e resoconti. Il narratore, Francis Wayland Thurston, ricostruisce le ricerche del prozio, il professor Angell, morto in circostanze misteriose. Le indagini portano alla scoperta di un culto segreto che venera Cthulhu, un’entità primordiale giunta sulla Terra prima dell’umanità e ora addormentata nella città sommersa di R’lyeh.
La narrazione si divide in tre filoni principali:
gli studi accademici e i sogni inquietanti di artisti e studiosi, l’indagine del detective Legrasse su un culto violento a New Orleans e il resoconto finale di un marinaio che assiste al temporaneo risveglio di Cthulhu.
Tutto converge in una rivelazione sconvolgente: l’umanità vive ignara su un fragile equilibrio, e ciò che dorme sotto gli oceani potrebbe risvegliarsi in qualsiasi momento.
Gotico classico e gotico americano: una fusione originale
Lovecraft fonde elementi del gotico europeo – il senso di rovina, il sublime, il ritorno del passato – con quelli del gotico americano, come l’ambientazione nel Nuovo Mondo, la wilderness, la paranoia e l’ossessione. Al posto di castelli medievali troviamo città moderne, foreste primitive e abissi oceanici; al posto di antichi nobili decaduti, scienziati e archeologi.
La città sommersa di R’lyeh diventa il simbolo perfetto di questo nuovo gotico: una rovina antichissima, non umana, che incarna il passato cosmico pronto a irrompere nel presente.
Temi chiave: l’orrore dell’insignificanza
I grandi temi del racconto sono quelli tipici dell’orrore lovecraftiano: il soprannaturale e l’inconoscibile, i sogni come canale di comunicazione con l’ignoto, la follia e la paranoia, la violenza e la morte, il perturbante (qualcosa di antico che ritorna) e il sublime, inteso come terrore davanti all’immensità del cosmo.
Ma soprattutto domina un’idea centrale: l’essere umano non conta nulla. La conoscenza non salva, anzi distrugge. Sapere troppo significa impazzire o desiderare di tornare nell’ignoranza.
Perché Lovecraft è ancora così attuale
Lovecraft ha creato una mitologia moderna e un nuovo linguaggio dell’orrore. Il richiamo di Cthulhu non spaventa solo per i mostri, ma perché mette in crisi la nostra idea di controllo, progresso e centralità umana. È un racconto che continua a parlarci perché riflette paure profondamente contemporanee: l’ignoto, l’universo, la fragilità della civiltà.
Ed è proprio per questo che, ancora oggi, quando sentiamo sussurrare “Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn”, sappiamo che qualcosa di antico… sta ancora sognando.


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